#Goldfish

Felice di aver lavorato e collaborato per la fotografia di scena di questa nuova serie web che tratta di cyberbullismo, un fenomeno da non sottovalutare.

_MG_4838Una trama thriller per raccontare una storia da incubo di cyberbullismo. E’ il percorso di #Goldfish, la web series di Giacomo Arrigoni con Sofia Panizzi, che debutterà nella seconda metà d’autunno su Dplay, la piattaforma OTT gratuita del gruppo Discovery Italia. In anteprima alcune immagini sono state mostrate al Giffoni Film Festival, nell’ambito di un incontro coi ragazzi sul cyberbullismo. In otto puntate da 10 minuti, tra presente e passato, va in scena in una trama gialla, il confronto fra un gruppo di adolescenti, con una vittima e dei colpevoli da individuare.
“Mi sono ispirato a fatti realmente accaduti- spiega Arrigoni -. Da parte nostra non c’è alcuna volontà di demonizzare i social network ma vorremmo far riflettere su quanto possano essere pericolosi quando non usati in modo consapevole”. Si vuole evitare anche ogni tono didascalico: “le puntate usciranno tutte insieme, così chi vorrà potrà anche fare binge watching – aggiunge il regista – per la struttura mi sono ispirato a Lost”.
La protagonista, Lara “è una ragazza che non ha niente che non va. Solo che rispetto ai suoi amici e coetanei, non sta al passo nell’uso dei social network, si fa qualche scrupolo in più e si ritrova ad affrontare una terribile situazione” dice la giovane interprete Sofia Panizzi, già apparsa in serie come I Cesaroni e Che Dio ci aiuti. I social network “fanno parte della nostra vita ma alcuni ragazzi come me a volte non capiscono che quello che metti online, ci resta per sempre e ti può esporre potenzialmente a molti rischi”. Inoltre ” non bisogna farsi condizionare dagli altri, si deve scegliere autonomamente come gestire il proprio rapporto con i social, non condividendo niente che ci faccia sentire a disagio solo perché lo hanno fatto i nostri amici”. Il cyberbullismo “è cresciuto in modo esponenziale – aggiunge Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro – e coinvolge bambini sempre più piccoli. I genitori spesso non ne hanno la percezione, non capiscono la portata del rischio”.

Ansa – 21 luglio 2017

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...